Mondiali Sci 2011: la squadra azzurra tra successi e polemiche

Il Mondiale di Garmisch si è concluso e il bilancio finale per l’Italia è decisamente positivo: sei medaglie e il terzo posto nel medagliere, dietro ad Austria e Francia, che ci ha sorpassati con l’oro di Grange nello slalom conclusivo. Un risultato simile non lo si vedeva dai Mondiali di Sestriere del 1997 quando la squadra italiana era composta da talenti del calibro di Alberto Tomba, Deborah Compagnoni, Kristian Ghedina e Isolde Kostner, fuoriclasse da cui ci si aspettavano sempre grandi risultati. Ancora più eccezionale il risultato di quast’anno poichè arriva inaspettato, in una stagione che fino ad ora non era stata particolarmente brillante per lo sci azzurro. Sono arrivate medaglie da ogni disciplina, con gli uomini che hanno brillato più delle loro colleghe e con Christof Innerhofer che risplende più di tutti con la sua tripletta.

Unica nota negativa della rassegna iridata è il rapporto burrscoso tra il presidente della FISI Gianni Morzenti e il direttore tecnico Claudio Ravetto che, nonostante i risultati ottenuti, teme di non essere confermato alla guida della squadra italiana. Sull’argomento è intervenuto anche il presidente del CONI Gianni Petrucci: “Spero che prosegua il rapporto, i due devono imparare a convivere. Morzenti sa quello che deve fare, non farà atti avventati. Tra due persone capaci spero non si arrivi a disperdere le forze”.
Per il momento il presidente della federazione si complimenta con la squadra intera: “Voglio ringraziare pubblicamente tutta la spedizione azzurra – dice Morzenti – a cominciare dagli atleti, il direttore agonistico, Claudio Ravetto, tutti i tecnici, i preparatori, i dirigenti e le rispettive famiglie per gli splendidi risultati ottenuti, ma anche per la dedizione e i tanti sacrifici messi in campo per poter raggiungere certi livelli”. ”Sono emozioni e soddisfazioni importanti - prosegue Morzenti – che ci ripagano dei tanti sforzi profusi nel corso dell’anno e che ci confortano a proseguire. A questo punto non possiamo che continuare a lavorare oltre che sulle squadre nazionali anche e sopprattuto sulla base dei comitati regionali, anche a rischio di esporci a critiche e di non ottenere risultati immediati, ma tenendo ben presente il grande obiettivo delle Olimpiadi di Sochi del 2014″.

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