Carosello Sci Alpino — 16 January 2012
Tragedia di Ariolo. Mauro Rossato: “Fatalità? Ci vuole sicurezza”

Bambino muore sulle piste da sci: sgomento e reazioni dal Mondo dello sci. E’ accaduto ieri, domenica 15 gennaio sulle piste svizzere di Airolo. Questa la notizia riportata da tutti i quotidiani nazionali.

“Un bambino di dieci anni è morto in un incidente sulla neve sulle piste di Airolo in Svizzera. Secondo quanto riferisce la polizia cantonale il piccolo sciatore, residente nel Varesotto, è andato a urtare violentemente contro un cumulo di neve. L’incidente prima di mezzogiorno su una pista in zona Ravina. Il bambino stava sciando insieme col padre quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha sbattuto  contro l’ostacolo: è stato immediatamente soccorso, ma dopo un’ora di tentativi per rianimarlo è morto. Sul posto sono intervenuti, oltre i soccorritori, agenti del reparto mobile Sopraceneri e della polizia scientifica per poter stabilire le cause della disgrazia” (La Repubblica.it).

In merito, riceviamo e pubblichiamo una nota di Mauro Rossato, padre di Andrea al quale è dedicata l’omonima Fondazione “per la sicurezza e l’educazione sportiva dei più giovani”.

 

E’ molto strano che quando muore un bambino di dieci anni su una pista da sci il primo commento da parte di molti sia: “una tragica fatalità”. E’ successo proprio ieri dopo la morte del bimbo di Varese sulle piste del Canton Ticino. Ed è accaduto a me undici mesi fa con mio figlio Andrea”.
Una nota critica impossibile da trattenere per Mauro Rossato, padre del bimbo di Mestre che il 5 marzo dello scorso anno è rimasto vittima di un incidente sulle piste di Cortina. Andrea aveva 9 anni. Ha perso la vita contro un albero.
E il commento diventa ancor più duro: “non è possibile parlare di fatalità, perché tale parola definisce qualcosa di inevitabile. Ebbene, nessuno, tranne le accurate indagini della magistratura possono escludere eventuali responsabilità. Certi commenti andrebbero restituiti al mittente con l’invito a ripassare il vocabolario italiano”.
Chiudere una tragedia come quella occorsa a Matteo Bianchi come fosse un ineluttabile destino mi sembra una conclusione superficiale e soprattutto assai poco umana e molto irrispettosa nei confronti di una piccola esistenza spezzata e del profondo dolore della sua famiglia”.
Per ora le uniche informazioni disponibili dicono che il giovanissimo sciatore di Varese sia scivolato andando a sbattere contro un cumulo di neve ghiacciata. E questo non fa che inasprire i toni di Rossato che è presidente della neonata Fondazione Andrea Rossato (in memoria del figlio) il cui scopo principale è proprio quello di diffondere la cultura della sicurezza nello sport.
Siamo davvero convinti – insiste l’ingegner Rossato – che finire contro un ostacolo di ghiaccio in pista sia solo questione di un fato avverso, o forse si può anche ipotizzare che un cumulo di neve ghiacciata in una pista, a maggior ragione perchè nera, non ci debba essere? Perché ci sono delle leggi che impongono rigore rispetto agli ostacoli lungo una discesa”.
Il dubbio sulla messa in sicurezza delle piste deve essere la premessa per il Presidente della Fondazione. Specialmente quando si muore, e soprattutto quando a morire sono dei bambini.
E lui Mauro Rossato, padre di Andrea la cui giovanissima vita si è interrotta a bordo pista a Cortina, proprio per la sua cultura ingegneristica non accetta la superficialità di certi commenti e invita la magistratura ad approfondire ogni responsabilità sulla terribile tragedia occorsa alla famiglia Bianchi.

Foto (repertorio) www.areu.lombardia.it

Related Articles

Share

About Author

redazione

(0) Readers Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>